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Adottabilità del minore, solo se fallisce il progetto di recupero della funzione genitoriale

Scritto da Family Smile - venerdì, 5 settembre, 2014

Per dichiarare lo stato di adottabilità del minore, occorre preventivamente verificare l’irrecuperabilità della funzione genitoriale e l’abbandono del minore stesso. Lo puntualizza la Cassazione con la sentenza 16175/2014. Se avete dei dubbi sulle procedure da intraprendere e non sapete a chi rivolgervi, contattate Family Smile. I nostri esperti seguiranno la vostra situazione con professionalità a prezzi convenienti. Family Smile è raggiungibile telefonicamente al numero 06.3217380 oppure inviando una email a info@familysmile.it, o semplicemente cliccando sulla casella contatti

Tale decisione è stata presa in una vicenda inerente la dichiarazione di adottabilità di due ragazzi minorenni, da parte del Tribunale dei minori di Roma che nominava il sindaco come tutore provvisorio, vietava il contatto degli stessi con i genitori e altre figure parentali, confermando l’affidamento ai servizi sociali e la sospensione della potestà genitoriale.
La Corte di cassazione con la sentenza 16175 del 15 luglio 2014 ha ribadito che “il diritto del minore a vivere nella propria famiglia di origine rappresenta un diritto fondamentale riconosciuto come tale dalle convenzioni internazionali e dal diritto italiano”e, dunque, che, laddove la funzione genitoriale non risulti “irrecuperabilmente compromessa, l’adottabilità del minore non può essere pronunciata in assenza della preventiva verifica della possibilità del recupero di tale funzione, da compiere attraverso l’attuazione di un valido progetto programmato e posto in essere dalle autorità pubbliche competenti, progetto che il giudice ha il dovere di valutare e monitorare nella sua esecuzione sino alla decisione finale del procedimento”.
Il dovere del Giudice secondo quando evidenziato dalla Corte, non si risolve nella mera verifica ed in una “neutrale osservazione del nucleo familiare”, ma si deve estendere allo svolgimento “unitamente agli operatori sociali e psicologici coinvolti nel procedimento, di un ruolo proattivo inteso a sperimentare tutte le possibilità di successo del progetto e ad apportare tutte le modifiche che si rendano a tal fine necessarie nel corso della sua attuazione”.

 

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