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Affidamento familiare: in cosa consiste e quali caratteristiche bisogna avere per diventare genitori affidatari

Scritto da Family Smile - venerdì, 6 giugno, 2014

Che cos’è l’affidamento familiare? Com’è disciplinato nel nostro Paese e che caratteristiche bisogna avere per diventare genitori affidatari? Contatta Family Smile per risolvere i tuoi dubbi. Family Smile è raggiungibile telefonicamente al numero 06.3217380 oppure inviando una email a info@familysmile.it, o semplicemente cliccando sulla casella contatti

In Italia l’affidamento familiare è disciplinato dalla Legge n. 184 del 4 maggio 1983 che è stata poi modificata dalla Legge n.149 del 28 marzo 2001.
Che cos’è? L’affidamento familiare consiste nell’accoglienza temporanea, nella propria casa, di un minore in difficoltà, che per un periodo di tempo prestabilito deve essere allontanato dalla sua famiglia. Può andare da alcuni mesi fino a un massimo di 2 anni prorogabili. Scopo dell’affido è garantire al minore affetto e protezione in attesa che si risolvano i problemi all’interno del suo nucleo familiare.
I requisiti. Tutti possono essere genitori affidatari: famiglie, coppie sposate o conviventi, con o senza figli, single, purché maggiorenni. La legge non stabilisce vincoli di età rispetto al bambino affidato né di reddito ma esprime solo una preferenza per le famiglie con figli minori (articolo 2 legge 184/83, sostituito dalla legge 149/01). Inoltre, altri requisiti essenziali sono: la disponibilità affettiva e le capacità educative per accompagnare, per un periodo di tempo più o meno lungo, un bambino o un ragazzo senza cambiarlo ma aiutandolo a sviluppare le sue potenzialità, valorizzando le sue risorse e, soprattutto, facendogli sempre sentire la presenza e l’importanza della famiglia d’origine.
Qual è la procedura per essere scelti come genitori affidatari? Per candidarsi come genitori affidatari occorre rivolgersi ai servizi sociali territoriali di residenza e offrire la propria disponibilità e il proprio desiderio nel far parte di questo progetto. I servizi sociali territoriali effettueranno incontri e colloqui di conoscenza con le famiglie o con le singole persone disposte e disponibili all’affidamento, al fine di poter recuperare informazioni circa l’effettiva corrispondenza tra le caratteristiche e l’idoneità di tali persone e le caratteristiche del bambino bisognoso di cure morali affettive e materiali. Occorrerà un percorso di preparazione, che si concluderà con l’inserimento degli affidatari idonei in un apposito elenco ufficiale tenuto dal servizio sociale stesso.
I rapporti con la famiglia d’origine. I bambini in affido mantengono i rapporti con la propria famiglia attraverso telefonate, incontri periodici stabiliti e monitorati sempre dai servizi sociali. Finito tale periodo d’affido, questi ultimi dovrebbero rientrare nella famiglia d’origine se la situazione problematica si sarà risolta, altrimenti verrà prorogato l’affido o verranno prese altre decisioni sempre nell’interesse primario del minore. Alla fine dell’affido, i genitori affidatari, se lo vorranno, potranno continuare a vedere il minore salvo che i servizi sociali non decidano, per facilitare il reinserimento nella famiglia d’origine, di interrompere o limitare gli incontri.

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