Alimenti, quando e a chi richiederli |Family Smile
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Alimenti: quale aiuto difronte a una situazione di indigenza e a chi richiederli

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Alimenti: quale aiuto difronte a una situazione di indigenza e a chi richiederli

Nei casi di indigenza,  comunque impossibilità a provvedere a se stessi, la legge italiana prevede che determinati familiari che si trovino, al contrario, in una condizione agiata, debbano aiutare in virtù del legame di sangue, colui che è in grave difficoltà economica.
La domanda che sorge spontanea è: a quale parente vanno chiesti gli alimenti?. La risposta è contenuta nel codice civile (articolo 433) che elenca una serie di familiari in ordine di parentela iniziando dal coniuge. In mancanza del coniuge andranno chiesti: ai figli e, in loro mancanza, discendenti prossimi, cioè i nipoti; ai genitori e, in loro mancanza, nonni; ai generi e nuore; ai suoceri e, infine ai fratelli e sorelle. Ovviamente la presenza di una delle sopra indicate categorie, esclude dall’obbligo quelle successive. Questi ultimi sono obbligati a prestare gli alimenti proprio in virtù del legame familiare che comporta un generale e comprensibile dovere di solidarietà tra i componenti della famiglia stessa. Infatti il diritto agli alimenti è un diritto “personalissimo”, considerato dalla legge irrinunciabile, incedibile e imprescrittibile (tranne che per le annualità scadute che si prescrivono in 5 anni), estinguibile solo con la morte dell’obbligato. Però il codice civile fissa anche la misura di somministrazione di tali alimenti. Secondo l’articolo 438 c.c., infatti, gli alimenti non devono superare quanto è necessario per la vita del richiedente (inteso come beni di stretta necessità, quali vitto, alloggio, vestiario, cure sanitarie, ecc.), avuto riguardo alla sua posizione sociale, e devono essere rapportati anche alle condizioni economiche di chi è tenuto a somministrarli. Per info e assistenza consultate le nostre pagine dei Servizi Family Smile 

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