Assegni familiari concessi dai Comuni: nuove soglie 2015
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Assegni familiari concessi dai Comuni: nuove soglie 2015

A chi spettano gli assegni familiari concessi dai Comuni?

Assegni familiari concessi dai Comuni: nuove soglie 2015

Nuovi limiti reddituali per gli aventi diritto alle agevolazioni degli Assegni Familiari concessi dai Comuni nel 2015. Lo ha reso noto l’Inps.

Assegni familiari concessi dai Comuni. A chi spettano

Tra le varie forme di agevolazione economica a favore delle famiglie, una delle più utilizzate è rappresentata dall’Assegno al Nucleo Familiare. Tale assegno, non è previsto soltanto a favore dei nuclei con lavoratori dipendenti o destinatari di trattamento di disoccupazione. Esiste, infatti, un tipo (articolo 65, legge 448/98), concesso in via esclusiva dai Comuni e pagato dall’Inps, per le famiglie con figli minori che dispongono di patrimoni e redditi limitati, che prescinde dall’attività svolta dai richiedenti.

Le condizioni per usufruire degli Assegni familiari concessi dai Comuni

Le condizioni per fruire dell’Assegno per il Nucleo Familiare erogato dai Comuni sono:
far parte di una famiglia composta da cittadini italiani o dell’Unione Europea residenti in Italia, oppure da cittadini di altri Stati che siano in possesso di valido titolo di soggiorno nel nostro Paese;
essere componente di un nucleo formato almeno da un genitore e tre figli minori, anche in affidamento preadottivo;
la famiglia deve possedere risorse reddituali e patrimoniali non superiori a quelle previste dall’Indicatore della Situazione Economica (I.S.E.) valido per l’assegno.

Le nuove soglie 2015 e i nuovi limiti reddituali per gli aventi diritto alle agevolazioni degli Assegni Familiari concessi dai Comuni

A seguito della riforma dell’ISEE (D.P.C.M 159/2013), l’Indicatore della Situazione Economica Equivalente, sono state comunicate, con due recenti circolare dell’Inps (Circ. Inps 171 del 2014; Circ. Inps 48 del 2015), differenti soglie, che si riferiscono a tale nuovo indice e non più all’ISE. Inoltre, sono state rese note le modalità di calcolo da applicare, dal 1 gennaio 2015, per questa tipologia di assegno.
In particolare, la citata riforma, in relazione alle innovazioni per il calcolo dell’indicatore, aveva fissato la soglia massima valida per l’assegno: nel 2013, il beneficio risultava fruibile per i nuclei con ISEE inferiore a € 8.446 euro.
Tale limite è stato poi rivalutato sulla base dell’incremento dell’indice Istat dei prezzi al consumo, risultato pari all’1,1%: in seguito ai nuovi parametri, sono state dunque rimodulate le soglie ISEE, e rese note con un recente comunicato della Presidenza del Consiglio dei Ministri (Comunicato della P.C.M., in G.U. n. 24 del 30 gennaio 2015); nel dettaglio, il valore dell’Indicatore della Situazione Economica Equivalente, è ora pari a € 8.538,91.
Tale nuovo limite si applicherà per tutti i richiedenti che hanno presentato o presenteranno, nel 2015, la domanda di assegno per il nucleo familiare erogato dai Comuni, relativa all’anno 2014.
Il beneficio, che è ripartito in 13 mensilità, corrisponderà, nella misura intera, a € 141,02.

Come e dove va presentata la domanda per richiedere tali assegni

La domanda, che deve essere effettuata al Comune di residenza, va necessariamente accompagnata, sia da un’autodichiarazione sulla composizione del nucleo, che dalla DSU (la dichiarazione sostitutiva unica, che contiene, tra gli altri dati, l’indicatore della situazione economica equivalente). Inoltre, i requisiti per l’agevolazione devono essere posseduti al momento della presentazione dell’istanza (se effettuata nel mese di gennaio, si deve far riferimento al 31 dicembre dell’anno precedente): una volta verificata la spettanza, il Comune disporrà il mandato di pagamento all’Inps.
Sarà poi l’Istituto a provvedere all’erogazione delle somme: la liquidazione avverrà con cadenza semestrale posticipata (entro il 15 luglio e il 15 gennaio).
Per quanto concerne, invece, le istanze presentate dopo il 1 gennaio 2015, ma riferite all’anno 2015, soglie ed importi saranno resi noti con la pubblicazione di un apposito Comunicato del Dipartimento della Famiglia, cui seguirà una circolare Inps con specifiche e chiarimenti operativi.

Quando cesserà il diritto agli assegni Familiari concessi dai Comuni

Il diritto all’assegno può cessare per mancanza del requisito del reddito (in questo caso, la cessazione avrà effetto dal 1° gennaio dell’anno in cui sono state superate le soglie reddituali), oppure per mancanza del requisito della composizione del nucleo. In questo caso, la cessazione sarà efficace solo dal mese successivo alla variazione dei componenti.

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