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Condominio: spetta al condomino e non all’amministratore far valere in giudizio il diritto di servitù di passaggio su uno spazio condominiale spettante al condomino stesso

Scritto da Family Smile - venerdì, 20 giugno, 2014

Solo il condomino e non l’amministratore del condominio, potrà far valere in giudizio il suo diritto di servitù di passaggio su uno spazio condominiale. A ribadirlo è la Cassazione con la sentenza 12678/2014. Contatta Family Smile per trovare una soluzione al tuo problema. Family Smile è raggiungibile telefonicamente al numero 06.3217380 oppure inviando una email a info@familysmile.it, o semplicemente cliccando sulla casella contatti

L’amministratore di condominio non ha alcun potere processuale per difendere i diritti esclusivi dei singoli condomini. Ciò significa che se un condomino vuole far valere in giudizio il suo diritto di servitù di passaggio su uno spazio condominiale, lo dovrà fare personalmente o conferendo procura speciale all’amministratore stesso. Solo in questo caso, quest’ultimo potrà ricorrere in giudizio. E’ quanto precisato dalla Cassazione con la sentenza 12678/2004. I Supremi giudici, infatti, ricordano che l’amministratore ha poteri – sostanziali e processuali – limitati alla gestione delle cose comuni, nel rispetto dell’articolo 1130 c.c.; mentre “ove si tratti di azioni a tutela dei diritti esclusivi dei singoli condomini, tale legittimazione può trovare fondamento soltanto nel mandato conferito all’amministratore da ciascuno dei partecipanti alla comunione, e non nel meccanismo deliberativo dell’assemblea condominiale, ad eccezione dell’equivalente ipotesi di una unanime, positiva deliberazione di tutti i condomini”.

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