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Divorzio: ha diritto al mantenimento anche la ex moglie che ha trovato lavoro a tempo pieno con aumento di reddito

Scritto da Family Smile - lunedì, 26 maggio, 2014

Ha diritto di continuare a percepire un assegno di mantenimento, la ex moglie anche se successivamente abbia aumentato il suo reddito con un lavoro a tempo pieno, se quest’ultimo lavoro non le permetta di mantenere lo stesso tenore di vita goduto durante il matrimonio. A precisarlo è la Corte di cassazione con l’ordinanza del 6 maggio n.9660/2014. Contattate Family Smile, siamo raggiungibili al numero 06.3217380 oppure inviando una email a info@familysmile.it, o dalla pagina web scrivendo il quesito nella casella contatti contatti

La Corte di cassazione con l’ordinanza 9660/2014, ribadisce come il fine della corresponsione dell’assegno di mantenimento da parte dell’ex coniuge economicamente “forte” è quello di permettere alla parte più debole di mantenere il medesimo tenore di vita goduto durante il matrimonio. Secondo la Suprema corte, infatti, non rileva tanto il cambiamento della situazione lavorativa del soggetto svantaggiato anche se comporta aumento del reddito, quanto la sua capacità di ottenere un reddito idoneo a mantenere il tenore di vita goduto in costanza di matrimonio.

Nel caso di specie il marito aveva proposto appello sostenendo che l’importo del mantenimento fissato in primo grado sarebbe divenuto sproporzionato e non giustificato stante che l’ex moglie avrebbe nel frattempo trovato un nuovo impiego, mutando la propria condizione di lavoratrice da tempo parziale a tempo pieno e migliorando la propria capacità reddituale, ma i Giudici d’appello confermarono il mantenimento già stabilito. Il marito si era, dunque, rivolto alla Cassazione lamentando che era stata disattesa la sua domanda di riduzione dell’importo dell’assegno di mantenimento.
La Suprema corte, confermava il provvedimento emesso dal giudice del merito precisando come lo stesso, nell’adottare la propria decisione, abbia fatto espresso e corretto riferimento al palese squilibrio economico tra le parti. 

Invero, pur avendo la parte debole trovato un nuovo impiego e un reddito migliore, tale mutamento non sarebbe stato sufficiente a consentire alla parte svantaggiata di mantenere lo stesso tenore di vita adottato in pendenza di matrimonio.

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