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Divorzio: restituzione delle somme versate per la ristrutturazione della casa di proprietà della famiglia dell’ex coniuge

Divorzio: restituzione delle somme versate per la ristrutturazione della casa di proprietà della famiglia dell’ex coniuge

Durante il matrimonio hai contribuito con i tuoi soldi a sistemare la casa di proprietà della famiglia dell’altro coniuge che vi era stata concessa in uso ma che ora, dopo la separazione, è tornata in loro possesso? Vuoi sapere come poter richiedere e ottenere i soldi versati precedentemente? Contatta Family Smile per trovare una soluzione al tuo problema. Family Smile è raggiungibile telefonicamente al numero 06.3217380 oppure inviando una email a info@familysmile.it, o semplicemente cliccando sulla casella contatti 

Nel caso di lavori fatti nell’immobile adibito a casa familiare, di proprietà dei suoceri, il soggetto che ha provveduto a pagare i lavori di ristrutturazione nella casa coniugale, in seguito a separazione, può chiedere la restituzione delle somme.

Su tale aspetto la Cassazione, ha sempre ritenuto che l’ex coniuge potesse esperire l’azione prevista dall’articolo 2041 del codice civile ossia di arricchimento senza causa..
La nuova pronuncia 8594 dell’11 aprile 2014, viene a modificare proprio quest’orientamento ritenendo che debba essere attivata una azione di “ripetizione dell’indebito” e non già invece una domanda di “arricchimento senza giusta causa”.
Nel caso concreto la richiesta di restituzione, da parte di una donna, delle somme da lei spese per ristrutturare l’appartamento di proprietà dei suoceri e da questi ultimi concesso alla coppia come casa coniugale, si basava sul principio secondo cui il proprietario avrebbe ricevuto un pagamento senza titolo, con conseguente obbligo di restituzione stante l’intervenuto divorzio e l’uscita di casa della moglie indipendentemente dal fatto che il danaro fosse stato donato dal padre della donna all’ex marito.
In conclusione si evidenzia pertanto che, per recuperare il denaro, non deve essere esperita la domanda di “arricchimento senza causa” ex articolo 2041 c.c., bensì la cosiddetta domanda di ripetizione dell’indebito prevista dall’articolo 2033 c.c. che recita “chi ha eseguito un pagamento non dovuto ha diritto di ripetere ciò che ha pagato”.

 

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