Fisco diverso per i due tipi di assegno di mantenimento |Family Smile
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Fisco: le due modalità di corresponsione dell’assegno di mantenimento, il versamento di somme periodiche e quello in un’unica soluzione, sono sottoposti a diversi regimi fiscali

Fisco: le due modalità di corresponsione dell’assegno di mantenimento, il versamento di somme periodiche e quello in un’unica soluzione, sono sottoposti a diversi regimi fiscali

In fase di separazione, il coniuge al quale spetta la corresponsione dell’assegno di mantenimento può decidere, insieme a quello obbligato, di farselo versare o in un’unica soluzione oppure mensilmente. La trattativa, però, potrebbe essere lunga per verificare, ai fini fiscali, i benefici reciproci delle due scelte: l’assegno di mantenimento “una tantum”, infatti, non viene trattato come reddito imponibile, ma come transazione economica e il coniuge che paga non può dedurlo fiscalmente. Analizziamo i riflessi sul piano fiscale delle due diverse possibilità.

Ai fini fiscali la corresponsione dell’assegno di mantenimento, nelle due diverse modalità consistenti rispettivamente nel versamento di somme periodiche e nel versamento di una determinata somma di denaro in un’unica soluzione, ha importanti e differenti riflessi.

Assegno di mantenimento periodico
L’assegno di mantenimento periodico, assume natura reddituale e, conseguentemente, diventa fiscalmente rilevante sia per il coniuge che lo versa sia per il coniuge che lo riceve. Il coniuge che lo versa potrà dedurlo dal proprio reddito. Il coniuge che lo riceve, invece, dovrà considerarlo come reddito imponibile al fine del calcolo delle imposte. Sul punto, l’Agenzia delle Entrate ha precisato che gli assegni periodici costituiscono per il coniuge che ne beneficia redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente e “si presumono percepiti, salvo propria contraria, nella misura e alle scadenze risultanti dai relativi titoli” (articoli 50, comma 1, lett. i) e 52, comma 1, lett. c), del Tuir).

Assegno di mantenimento in un’unica soluzione
Con l’assegno “una tantum”, è esclusa la natura reddituale della somma versata, che rappresenta piuttosto una transazione in ordine alle pregresse posizioni patrimoniali dei coniugi. Per tali somme, quindi, non è prevista alcuna tassazione in capo al beneficiario, né alcuna deduzione per il soggetto che li corrisponde. Tale modalità di versamento non è esclusa qualora le parti abbiano concordato un pagamento a rate della somma stabilita. In tal caso, invero, la possibilità di rateizzare il pagamento costituisce, infatti, solo una diversa modalità di liquidazione dell’importo pattuito tra le parti, il quale mantiene comunque la caratteristica di dare risoluzione definitiva ad ogni rapporto tra i coniugi e non va quindi confuso con la corresponsione periodica dell’assegno, il cui importo è invece rivedibile nel tempo.

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