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L’addebito della separazione può essere concesso automaticamente per l’infedeltà coniugale?

Scritto da Family Smile - sabato, 22 febbraio, 2014

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Non potrà essere addebitata la separazione al marito per la sua relazione extraconiugale, se la moglie aveva interrotto, da diversi anni, i rapporti sessuali con lui dopo la nascita del figlio. Lo ha precisato qualche giorno fa la Cassazione con la sentenza 2539/2014.
Non sempre, infatti, le infedeltà coniugali sono sanzionate legalmente. Ormai la giurisprudenza è sempre più orientata a ritenere che la violazione dell’obbligo di fedeltà non legittima automaticamente la pronuncia di addebito della separazione, essendo necessario verificare, alla luce del comportamento tenuto da entrambi i coniugi, la sussistenza di un nesso causale tra l’infedeltà e la crisi del matrimonio. Solo quando l’infedeltà sopraggiunga inaspettata, come un fulmine a ciel sereno in un rapporto di coppia affiatata, potrà essere legalmente riconosciuta come causa di rottura del matrimonio e la separazione verrà addebitata al coniuge infedele.
Qualora, invece, il tradimento sia successivo al verificarsi di una situazione di intollerabilità della convivenza, non sarà di per sé rilevante e non potrà, di conseguenza, giustificare una pronuncia di addebito (Cassazione 7566/1999). Così pure non potrà costituire necessariamente causa di addebito, una relazione extraconiugale nota e sopportata dall’altro coniuge, se, una volta cessata, sia stata superata dalle parti (Cassazione 10273/2004).
Non può esserci, ugualmente, addebito neanche quando la coppia sia aperta e le infedeltà coniugali siano incrociate e tollerate vicendevolmente da molti anni. A tal riguardo, infatti, ancora una volta, la Cassazione (sentenza 9074/2011), è intervenuta precisando che “la reiterata inosservanza da parte di entrambi i coniugi dell’obbligo di reciproca fedeltà, pur se ricorrente, non costituisce circostanza sufficiente a giustificare l’addebito della separazione in capo all’uno o all’altro o ad entrambi, essendo sopravvenuta in un contesto di disgregazione della comunione spirituale e materiale tra coniugi”.

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