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Processo canonico per la dichiarazione di nullità del matrimonio: tante le novità utili a una procedura più breve e snella

Scritto da Family Smile - mercoledì, 11 gennaio, 2017

Novità apportate da Papa Francesco al processo canonico per la dichiarazione di nullità del matrimonio

Grandi le novità apportate da Papa Francesco al processo canonico per cause di nullità del matrimonio nel codice di diritto canonico, partendo da dei cambiamenti fondamentali quali la statuizione di un giudice unico sotto la responsabilità del vescovo che è lui stesso giudice e un processo più breve almeno per risolvere i casi di nullità più evidente.

La riforma ha dunque stabilito che compete al Vescovo diocesano giudicare la cause di nullità del matrimonio con il processo più breve ogniqualvolta:

1° la domanda sia proposta da entrambi i coniugi o da uno di essi, col consenso dell’altro;

2° ricorrano circostanze di fatti e di persone, sostenute da testimonianze o documenti, che non richiedano una inchiesta o una istruzione più accurata, e rendano manifesta la nullità.

Tra le principali circostanze che possono consentire la trattazione della causa di nullità del matrimonio per mezzo del processo più breve secondo i cann. 1683-1687 sono indicate: la mancanza di fede che può generare la simulazione del consenso o l’errore che determina la volontà, la brevità della convivenza coniugale, l’aborto procurato per impedire la procreazione, l’ostinata permanenza in una relazione extraconiugale al tempo delle nozze o in un tempo immediatamente successivo, l’occultamento doloso della sterilità o di una grave malattia contagiosa o di figli nati da una precedente relazione o di una carcerazione, la causa del matrimonio del tutto estranea alla vita coniugale o consistente nella gravidanza imprevista della donna, la violenza fisica inferta per estorcere il consenso, la mancanza di uso di ragione comprovata da documenti medici, ecc.

La riforma ha previsto anche un’indicazione precisa circa i costi e le spese di questo giudizio nonchè gli onorari da corrispondere all’avvocato prevedendo un contributo per spese processuali di 525 euro per la parte attrice, 262,50 euro per parte convenuta costituita in giudizio con avvocato ed un onorario compreso tra  1575 euro e 2992 euro più oneri fiscali.

 

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