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Può un padre separato che ha perso il lavoro a seguito della messa in cassa integrazione, esimersi dal pagamento dell’assegno di mantenimento per i figli, adducendo semplicemente il suo “attuale” stato di indigenza?

Scritto da Family Smile - lunedì, 3 marzo, 2014

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La diminuzione del reddito dovuta al collocamento  in cassa integrazione di un marito obbligato al pagamento dell’assegno di mantenimento per le figlie maggiorenni ma economicamente non autosufficienti, non lo esime dal pagamento o dalla riduzione di tale assegno, soprattutto se quest’ultimo possa, pur in costanza di collocamento, acquistare una nuova auto di lusso. Lo ha ribadito circa un mese fa la Cassazione con l’ordinanza 2537/2014.

Ormai, infatti, sia la giurisprudenza di legittimità che quella di merito, è sempre più orientata nel ritenere che l’eventuale stato di disoccupazione del coniuge obbligato in sede di separazione o divorzio al pagamento di un assegno di mantenimento, non è di per sé solo sufficiente a far venire meno l’obbligo di fornire i mezzi di sussistenza alla famiglia, qualora non risulti provato che le difficoltà economiche si siano tradotte in uno stato di vera e propria indigenza economica e nell’impossibilità di adempiere alla suddetta prestazione. Ovviamente spetterà a quest’ultimo, l’onere di allegazione di idonei e convincenti elementi indicativi della concreta impossibilità di adempiere. Tutto ciò, per evitare che la sola affermazione della momentanea difficoltà economica, possa essere preordinata al fine di sottrarsi al versamento di tale assegno.

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