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Separazione e divorzio: la negoziazione assistita dagli avvocati

Scritto da Family Smile - lunedì, 9 febbraio, 2015

La negoziazione assistita dagli avvocati, è stata introdotta dal Decreto legge 132 del 12 settembre 2014, convertito con modificazioni dalla legge 162/2014, che ha istituito la “Convenzione di negoziazione assistita da uno o più avvocati per le soluzioni consensuali di separazione personale, di cessazione degli effetti civili o di scioglimento del matrimonio, di modifica delle condizioni di separazione o di divorzio” (articolo 6). Che cos’è, come e quando richiederla.

Che cos’è la negoziazione assistita dagli avvocati in caso di separazione e divorzio

La procedura di negoziazione assistita in tema familiare, assume grande rilievo tra gli strumenti finalizzati a decongestionare il carico di lavoro dei tribunali e, dunque, alternativi alla definizione contenziosa delle controversie.

I benefici della negoziazione assistita dagli avvocati

I principali benefici di tale negoziazione sono: la riduzione dei tempi e dei costi rispetto alle procedure ordinarie.

Condizioni per applicare la negoziazione assistita

Affinché possa realizzarsi la negoziazione assistita dagli avvocati, sono necessarie determinate condizioni. Prima tra tutte, e condizione fondamentale, è l’accordo tra i coniugi. Questi ultimi, infatti, dovranno sottoscrivere una convenzione con la quale stabiliscono le modalità della separazione o del divorzio, ovvero della modifica delle condizioni per la separazione o il divorzio già consumato. In mancanza, l’unica strada alternativa è quella della procedura giudiziale.
Tale convenzione può riguardare coniugi con o senza figli minorenni o con prole maggiorenne incapace o portatrice di handicap ovvero economicamente non autosufficiente (articolo 6 legge 162/2014).
I coniugi, inoltre, devono obbligatoriamente farsi assistere almeno da un avvocato per parte e concludere il procedimento in un arco temporale che non può essere inferiore a 1 mese né superiore a 3 mesi, prorogabile di ulteriori 30 giorni su accordo delle parti.
Questo accordo deve essere redatto in forma scritta, a pena di nullità, e sottoscritto dalle parti e dai rispettivi avvocati che dovranno autenticare le firme (articoli 2 e 5 legge 162/2014). Nello stesso si deve dare atto che gli avvocati hanno tentato la conciliazione delle parti e informato i coniugi della possibilità di esperire la mediazione familiare. In caso di figli minori la convenzione deve prevedere che questi trascorrano tempo con entrambi genitori. La convenzione una volta ricevuto il nulla osta della Procura della Repubblica, avrà gli stessi effetti di un provvedimento giurisdizionale dal quale decorreranno i termini per l’eventuale domanda di divorzio e costituirà titolo esecutivo e potrà essere riportato in eventuale precetto.

La negoziazione assistita dall’avvocato è facoltativa

Si ricorda che in tema di separazione tra coniugi, la negoziazione rimane assolutamente facoltativa per cui, l’avvocato qualora il coniuge decida di avvalersi della negoziazione assistita, formulerà, per iscritto, l’invito all’altro coniuge, comunicando la volontà del proprio assistito di addivenire a una risoluzione negoziata della controversia, avvertendo che qualora si rifiutasse di avvalersi di tale procedura o non rispondesse alla comunicazione entro 30 giorni dal ricevimento, questo potrà essere valutato dal Giudice ai fini delle spese del giudizio.

Distinzione a seconda che la negoziazione assistita dall’avvocato riguardi coniugi con figli minorenni o no

La Negoziazione assistita dall’avvocato tra coniugi senza figli
Qualora non ci siano i figli, l’accordo può essere siglato dai coniugi e depositato alla Procura senza alcun limite temporale.

La Negoziazione assistita dall’avvocato tra coniugi in presenza di figli
Quando, invece, si è in presenza di figli minori o maggiorenni incapaci o non autosufficienti, nel termine perentorio di 10 giorni dalla sua conclusione, l’accordo deve essere trasmesso al PM che può “autorizzarlo” se ritiene lo stesso corrispondente all’interesse dei figli oppure, se non valuta positivamente detto aspetto, lo trasmette entro 5 giorni al Presidente del tribunale.
Una volta ricevuto il nulla osta l’avvocato è tenuto a trasmettere all’ufficiale dello stato civile del Comune in cui il matrimonio fu iscritto o trascritto, l’accordo autenticato dallo stesso, munito delle certificazioni di cui all’articolo 5, se siamo in presenza di figli minori la trasmissione dovrà avvenire entro 10 giorni.

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