Family Smile

Separazione: risarcimento danni alla figlia minore che, nonostante il suo rifiuto, è costretta a trascorrere il fine settimana con il genitore e la nuova compagna

Scritto da Family Smile - lunedì, 5 ottobre, 2015

Se la figlia minore rifiuta di trascorrere un weekend con il padre insieme alla nuova compagna e quest’ultimo invece la costringe, potrà essere condannato a risarcirla per non aver adempiuto correttamente agli obblighi di visita fissati al momento dell’affido condiviso. Lo ha stabilito il Tribunale di Roma con la sentenza del 23 gennaio 2015. Per una qualificata assistenza, compila il form o invia una email a info@familysmile.it 

 

Separazione, risarcimento danni nei confronti della figlia minore

Secondo il Tribunale di Roma, infatti, il comportamento di un genitore che costringe la figlia minore a trascorrere il tempo di visita fissato al momento dell’affido condiviso, insieme alla nuova compagna e per di più presso la sua abitazione, nonostante il rifiuto della bambina, va inquadrato tra quelle condotte sanzionabili ex articolo 709ter c.p.c, in quanto quest’ultimo “è rimasto sordo, nell’incapacità di scindere il proprio ruolo genitoriale e gli inevitabili sacrifici che ne conseguono dalle proprie relazioni sentimentali, alla silente ma chiarissima richiesta di attenzione e soprattutto di esclusività – proveniente dalla figlia – lasciando che quegli stessi incontri, rimasti senza seguito, si trasformassero agli occhi della ragazza in un’ennesima cocente delusione”. Inoltre, sempre secondo i giudici di merito, del rifiuto della figlia di incontrare il padre nei fine settimana calendarizzati sempre insieme all’attuale compagna, quest’ultimo “non può, in definitiva, che dare la colpa a se stesso”, e, quindi, i giudici stessi hanno deciso d’ufficio di sanzionare la condotta dell’uomo, “al fine di una sostanziale coartazione all’adempimento dei doveri genitoriali, per il pregiudizio arrecato alla minore con la propria omissiva condotta nell’esercizio dell’affido condiviso”. Come sanzione, il Tribunale ha ritenuto più consona quella del risarcimento del danno nei confronti della figlia “tenuto conto che le omissioni paterne hanno avuto ricaduta diretta sulla minore vistasi di fatto privata dall’imprescindibile figura di riferimento paterna e che la mutilazione affettiva ha gettato in uno stato di palese sofferenza, che il rifiuto, quale ultima disperata richiesta di attenzione, inequivocabilmente palesa” .

Nome (richiesto)

Cognome (richiesto)

Email (richiesto)

Telefono

Oggetto (richiesto)

Messaggio (richiesto)

Informativa sulla Privacy ai sensi del D.Lgs 196/2003
Dichiaro di aver letto l'informativa e sono consapevole che il trattamento dei dati è necessario per ottenere il servizio proposto. A tal fine, nel dichiarare di essere maggiorenne, fornisco il mio consenso.

Acconsento

Share on Facebook0Share on Google+1Tweet about this on Twitter0Share on LinkedIn6Email this to someone

Copyright © 2014-2015 Tutti i diritti riservati.

Family Smile associazione - CF 97804010581