Sottrazione di minore, Cassazione 38558/2015
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Sottrazione di minori: condannata una mamma per aver impedito al padre di accudire la figlia, in assenza di provvedimento di affidamento della minore

Sottrazione di minore, genitori, separazione, potestà genitoriale

Sottrazione di minori: condannata una mamma per aver impedito al padre di accudire la figlia, in assenza di provvedimento di affidamento della minore

La mamma che sottrae alla vigilanza e alla potestà genitoriale del padre separato la figlia, in assenza di provvedimenti di affidamento della minore è condannata per il reato di sottrazione di persona incapace. Lo ha stabilito la VI sezione penale della Cassazione con la sentenza 38558 del 23 settembre 2015. Per una qualificata assistenza, compila il form o invia una email a info@familysmile.it

Sottrazione di minore

I Supremi giudici con la sentenza 38558/2015 hanno dichiarato inammissibile il ricorso di una mamma che si era vista condannare, in primo e secondo grado, al reato di sottrazione di minore perché aveva sottratto la figlia minore alla vigilanza e alla potestà genitoriale del padre separato, in assenza di provvedimenti di affidamento della minore. La Cassazione, infatti, aderisce a quanto già affermato e riscontrato dalla Corte d’Appello di Milano che aveva evidenziato come la ricorrente attraverso ripetute condotte e scelte unilaterali, protrattesi per un rilevante periodo di tempo, aveva, “in una situazione caratterizzata dall’assenza di provvedimenti di affidamento da parte del giudice civile e dalla compresenza dei soggetti titolari della potestà dei genitori, travalicato la linea di demarcazione tra una normale manifestazione dell’esercizio della propria potestà e il comportamento diretto a contrastare il diritto dell’altro coniuge, sempre peraltro nella considerazione che nella specie si tratta di condizioni potestative e cioè non dettate nell’interesse esclusivo del loro titolare, ma per il soddisfacimento di quello della persona incapace, sicché il comportamento della ricorrente ha portato ad una globale sottrazione della figlia minore alla vigilanza e all’esercizio della funzione educativa dell’altro genitore”.

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