Spese scolastiche concesse anche senza l’accordo ex coniugi
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Separazione e divorzio: spese scolastiche e straordinarie possono essere concesse anche senza l’accordo dei coniugi, nell’interesse superiore dei figli

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Separazione e divorzio: spese scolastiche e straordinarie possono essere concesse anche senza l’accordo dei coniugi, nell’interesse superiore dei figli

In caso di separazione o divorzio, se la spesa straordinaria come, per esempio, l’iscrizione del figlio minore a una scuola privata è effettuata nell’esclusivo interesse del minore, essa non deve essere preventivamente concordata tra gli ex coniugi, ma l’importo deve essere diviso secondo la propria percentuale stabilita dal giudice. A deciderlo è un’ordinanza della Cassazione depositata il 2 marzo 2016 n. 4182.

Spese scolastiche e straordinarie concesse anche senza l’accordo degli ex coniugi

I giudici della Cassazione con l’ordinanza 4182/2016 hanno voluto evidenziare che in caso di separazione o di divorzio in presenza di figli minori, per definire ciò che debba essere previamente concordato tra gli ex coniugi e ciò che, invece, non lo richiede, non conta tanto il fatto che la spesa sia ordinaria o straordinaria, ma quello che prevale è esclusivamente l’interesse superiore del minore. Questo significa, secondo i giudici, che non esiste l’obbligo per gli ex coniugi di concordare le spese straordinarie se queste ultime corrispondono al “maggior interesse” dei figli. In questi casi, infatti, se non si riesce a trovare un accordo pacifico, entrambi i genitori saranno comunque tenuti a versare la loro parte di quota. Se, però, uno dei due si rifiuta di versarla per problemi economici, dovrà specificare al giudice i motivi di tale rifiuto in modo tale che il magistrato potrà valutare l’entità della spesa rispetto all’utilità che ne deriva ai minori e la sostenibilità della spesa stessa se rapportata alle condizioni economiche dei genitori. Più precisamente: nessun dubbio che una scuola privata possa far bene al figlio indietro con gli studi, ma se il costo è superiore alle possibilità economiche di uno dei due coniugi, la spesa non può essere autorizzata.

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