Atti persecutori, Stalking|Family Smile
261
post-template-default,single,single-post,postid-261,single-format-standard,qode-listing-1.0.1,qode-social-login-1.0,qode-news-1.0,qode-quick-links-1.0,qode-restaurant-1.0,ajax_fade,page_not_loaded,,side_area_uncovered_from_content,qode-theme-ver-12.0.1,qode-theme-bridge,bridge,wpb-js-composer js-comp-ver-5.4.2,vc_responsive

Stalking: anche in caso di conflittualità tra due ex coniugi e anche con reciprocità delle molestie

Stalking: anche in caso di conflittualità tra due ex coniugi e anche con reciprocità delle molestie

Per assistenza e maggiori informazioni scrivi a Family Smile nella casella contatti  oppure invia una email a info@familysmile.it.
Family Smile è anche raggiungibile telefonicamente al numero 06.3217380

Anche una situazione conflittuale tra ex coniugi può far scattare gli estremi del reato di stalking, con la conseguente applicazione della misura cautelare del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla parte offesa, purchè la condotta incriminata abbia indotto nella vittima uno stato di ansia e di timore per la propria incolumità. E’ quanto stabilito dalla terza sezione penale della Cassazione con la sentenza 6384/2014 che ha fatto rientrare nell’ambito degli atti persecutori ex articolo 612bis c.p., le ripetute telefonate dal contenuto minaccioso ed assillante rivolte dall’ex coniuge ai danni dell’altro, tali da ingenerare nella vittima il menzionato stato psichico, tanto più che lo stesso articolo 612bis al secondo comma, prevede come aggravante l’esistenza di rapporti di coniugio o di pregressi rapporti affettivi tra le parti. Tale reato, inoltre, sussiste anche nel caso in cui si abbia reciprocità nei comportamenti molesti. Infatti, circa un anno fa, sempre i giudici di legittimità (Cassazione 45648/2013), hanno precisato che “la reciprocità dei comportamenti molesti non esclude la configurabilità del delitto di atti persecutori, incombendo, in tale ipotesi, sul giudice un più accurato onere di motivazione in ordine alla sussistenza dell’evento di danno, ossia dello stato d’ansia o di paura della presunta persona offesa”.

 

No Comments

Post A Comment