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Stalking: non è necessario l’accertamento clinico per configurare il reato

Scritto da Family Smile - martedì, 3 giugno, 2014

Non è necessario l’accertamento clinico per integrare il reato di atti persecutori o stalking (articolo 612bis c.p.), ma basta provare che tali atti incidano sulla serenità e sull’equilibrio psicologico della vittima. A precisarlo è la Corte di cassazione con la sentenza 20531/2014. Contattate Family Smile, siamo raggiungibili al numero 06.3217380 oppure inviando una email a info@familysmile.it, o dalla pagina web scrivendo il quesito nella casella contatti

Per configurare il reato di Stalking è sufficiente che gli atti persecutori incidano sulla serenità e sull’equilibrio psicologico della vittima, non essendo necessario provare il disagio psichico e il perdurante stress con certificati medici, ricadendo l’accertamento di uno “stato patologico” nel diverso reato di lesioni.

Lo ha stabilito la quinta sezione penale della Cassazione con la sentenza n. 20531 del 19 maggio 2014, considerando inammissibile il ricorso di un uomo contro la sentenza della Corte d’appello che confermava la sua condanna a 8 mesi e 10 giorni di reclusione per il delitto di cui all’articolo 612bis c.p., per aver compiuto atti persecutori perpetrati ai danni dell’ex convivente e del suo nuovo compagno.
Le molestie, i pedinamenti e le minacce poste in essere dall’imputato costituiscono, per la Corte, attività persecutorie idonee a confermare il reato, avendo ingenerato un perdurante stato di ansia e paura nella vittima, il timore per la propria incolumità e per quella del nuovo compagno ed avendola indotta a mutare le proprie abitudini di vita.
Tale stato di disagio e’ apparso perciò sufficiente a contraddire la tesi difensiva dell’imputato secondo cui ai fini della condanna per Stalking sia necessaria “l’emergenza di tracce cliniche di detto disagio”. In particolare, richiamando la recente giurisprudenza in materia, la Suprema Corte penale ha chiarito come ai fini dell’integrazione del reato di cui all’articolo 612bis c.p. “non si richiede l’accertamento di uno stato patologico ma è sufficiente che gli atti ritenuti persecutori, abbiano un effetto destabilizzante della serenità e dell’equilibrio psicologico della vittima, considerato che la fattispecie incriminatrice di cui all’articolo 612bis c.p. non costituisce una duplicazione del reato di lesioni (articolo 582 c.p.), il cui evento è configurabile sia come malattia fisica che come malattia mentale e psicologica”.

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