Tutela della maternità e paternità
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Tutela della Maternità e paternità: anche i padri hanno diritto a usufruire dei permessi per la cura del figlio

Anche un padre ha diritto ai permessi per la cura del figlio

Tutela della Maternità e paternità: anche i padri hanno diritto a usufruire dei permessi per la cura del figlio

Anche un padre ha diritto di beneficiare dei permessi per la cura del figlio, nel caso in cui la madre non possa usufruirne. E’ quanto stabilito dal Consiglio di Stato con la sentenza 4618/2014. Per maggiori info sulla Tutela della maternità e paternità e cioè a chi spetta e come richiedere i propri diritti dal giorno della scoperta a quelli successivi alla nascita del figlio v. Tutela della maternità e paternità 

Il Consiglio di Stato con la sentenza 4618/2014, stabilendo che anche il padre ha diritto ai permessi per la cura del figlio nel caso in cui la madre non possa usufruirne, ha sottolineato il principio della paritetica partecipazione di entrambi i coniugi alla cura e all’educazione della prole, tutelato sia dalla Costituzione che dal Codice civile, in particolare dall’articolo 31 della Costituzione “La Repubblica […] Protegge la maternità, l’infanzia e la gioventù, favorendo gli istituti necessari a tale scopo”. In questo caso la norma di riferimento è l’articolo 40 del Testo unico sulla maternità e paternità D.Lgs 151/2001 (aggiornato con le modifiche apportate dal Dl 21 giugno 2013, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98 e, successivamente, dal Dl 30 dicembre 2013, n. 150, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2014, n. 15.), che sostiene il diritto del padre a beneficiare di permessi per la cura del figlio in determinate ipotesi:
“a) nel caso in cui i figli siano affidati al solo padre;
b) in alternativa alla madre lavoratrice dipendente che non se ne avvalga;
c) nel caso in cui la madre non sia lavoratrice dipendente;
d) in caso di morte o di grave infermità della madre”.
Nel caso affrontato dal Consiglio di Stato, un dipendente pubblico si era visto negare il diritto a fruire dei riposi giornalieri, che, invece, secondo gli stessi giudici in base all’interpretazione letterale del citato articolo 40 “[…] c) nel caso in cui la madre non sia lavoratrice dipendente”, gli spetterebbe. Infatti tale formulazione, include tutte le ipotesi di inesistenza di un rapporto di lavoro dipendente: dunque quella della donna che svolga attività lavorativa autonoma, ma anche quella di una donna che non svolga alcuna attività lavorativa o comunque svolga un’attività non retribuita da terzi come ad esempio la casalinga. In ogni caso, sempre la stessa norma aggiunge testualmente che il marito ha diritto di fruire dei permessi “[…] b) in alternativa alla madre lavoratrice dipendente che non se ne avvalga”.

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