Unioni civili e convivenze: ecco le novità della nuova legge
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Unioni civili e convivenze: ecco cosa cambia con la nuova legge sia per le coppie dello stesso sesso che per quelle etero

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Unioni civili e convivenze: ecco cosa cambia con la nuova legge sia per le coppie dello stesso sesso che per quelle etero

E’ stata approvata la legge dal titolo “regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso e disciplina delle convivenze”. La stessa oltre a regolamentare le unioni tra coppie dello stesso sesso, disciplina anche le coppie di fatto che potranno stipulare i contratti di convivenza, in forma scritta, davanti a un notaio. Di seguito tutte le novità

Unioni civili e convivenze: ecco le novità della nuova legge

La nuova legge approvata qualche giorno fa, introduce due istituti diversi per le coppie omosessuali e per le coppie etero: per le prime le Unioni civili per le quali ci sono una serie di diritti e doveri che le avvicinano al matrimonio, tra cui la reversibilità della pensione ma non le adozioni; per le seconde le convivenze, per le quali gli obblighi reciproci sono minori e mancano i principali diritti, come la reversibilità. Ecco le principali novità.

Coppie omosessuali

Per le coppie omosessuali sono previste le unioni civili che si costituiscono “di fronte all’ufficiale di stato civile e alla presenza di due testimoni” e poi registrate nell’archivio dello stato civile. Le parti “per la durata dell’unione civile, possono stabilire di assumere un cognome comune scegliendolo tra i loro cognomi. La parte può anteporre o posporre al cognome comune il proprio cognome”. Inoltre, “dall’unione deriva l’obbligo reciproco all’assistenza morale e materiale e alla coabitazione“, mentre non sussiste obbligo di fedeltà. Però “entrambe le parti sono tenute ciascuna in relazione alle proprie sostanze e alla propria capacità di lavoro professionale e casalingo, a contribuire ai bisogni comuni“.  Come per il matrimonio, “le parti concordano tra loro l’indirizzo della vita familiare e fissano la residenza comune; a ciascuna delle parti spetta il potere di attuare l’indirizzo concordato”. Il regime ordinario è la comunione dei beni, a meno che le parti pattuiscano una diversa convenzione patrimoniale. Per quanto riguarda, invece, la pensione di reversibilità e il Tfr maturato, spettano al partner dell’unione, mentre per la successione valgono le norme in vigore per il matrimoni: al partner superstite va la “legittima”, cioè il 50%, e il restante va agli eventuali figli. Infine per lo scioglimento delle unioni civili si applicano “in quanto compatibili” le norme della legge sul divorzio del 1970, ma non sarà obbligatorio, come nello scioglimento del matrimonio, il periodo di separazione. Nella nuova legge, però, non è prevista l’adozione per le coppie dello stesso sesso.

Coppie etero

Per le coppie etero, la nuova legge ha introdotto la possibilità di stipulare i contratti di convivenza, in forma scritta, davanti a un notaio. Però i conviventi avranno delle restrizioni maggiori rispetto alle unioni civili.

Prima di tutto per le coppie di fatto non è prevista né l’eredità né la reversibilità della pensione, diritti che si hanno invece sia con le unioni civili che con il matrimonio. Hanno, però, gli stessi diritti dei coniugi nell’assistenza del partner in carcere e in ospedale e ciascun convivente potrà “designare l’altro quale suo rappresentante con poteri pieni o limitati in caso di malattia che comporta incapacità di intendere e di volere, per le decisioni in materia di salute e in caso di morte, per quanto riguarda la donazione di organi, le modalità di trattamento del corpo e le celebrazioni funerarie”. Inoltre, sempre in caso di morte di uno dei partner, l’altro ha diritto di subentrare nel contratto di locazione e se il deceduto è proprietario della casa, il convivente superstite ha diritto di continuare a vivere in quella abitazione tra i due e i cinque anni, a seconda della durata della convivenza, oltre al fatto che la convivenza di fatto è titolo, al pari del matrimonio, per essere inserito nelle graduatorie per le case popolari. Per quanto riguarda, invece, il regime patrimoniale i conviventi possono sottoscrivere un contratto che regoli i rapporti patrimoniali, che può prevedere anche la comunione dei beni. Infine in caso di cessazione della convivenza, “il giudice stabilisce il  e non sia in grado di provvedere al proprio mantenimento”. Ovviamente gli alimenti sono assegnati in proporzione alla durata della convivenza.

 

 

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