Violenza alle donne, congedo per le lavoratrici
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Violenza alle donne: ecco il congedo per le lavoratrici dipendenti vittime di maltrattamenti

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Violenza alle donne: ecco il congedo per le lavoratrici dipendenti vittime di maltrattamenti

Le lavoratrici dipendenti vittime di violenza, potranno usufruire di un periodo di congedo dal lavoro. Infatti, anche se in via sperimentale solo per l’anno 2015, con il Jobs Act è stato introdotto un particolare tipo di congedo proprio per le lavoratrici dipendenti vittime di maltrattamenti, a condizione però che siano inserite in programmi e/o percorsi di protezione debitamente certificati dai servizi sociali del Comune di residenza o dalle Case di rifugio o dai Centri antiviolenza sia pubblici che privati. Per maggiori informazioni sulle modalità di richiesta e di utilizzo di tale congedo, compila il form in fondo alla pagina o scrivi a info@familysmile.it 

Violenza alle donne: il congedo per le lavoratrici dipendenti vittime di maltrattamenti. In cosa consiste e come richiederlo

Il periodo di congedo per le lavoratrici vittime di violenza non deve per forza essere continuativo ma potrà essere utilizzato anche ad ore o al giorno per un massimo di tre mesi nell’arco di tre anni. La fruizione su base oraria (possibile solo per le lavoratrici dipendenti) è consentita in misura pari alla metà dell’orario medio giornaliero del periodo di paga mensile precedente a quello nel corso del quale ha avuto inizio il congedo. Tale congedo, potrà essere richiesto dalle lavoratrici dipendenti e da quelle titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa; sono però escluse le lavoratrici domestiche. La lavoratrice, però, salvo che non sia impossibilitata, deve comunicare al datore di lavoro o al committente la propria volontà di usufruirne con almeno 7 giorni di preavviso indicando inizio e fine del periodo richiesto e producendo l’idonea certificazione rilasciata dai predetti enti pubblici o privati. Durante questo periodo di congedo, poi, la lavoratrice avrà diritto a percepire un’indennità corrispondente all’ultima retribuzione che è corrisposta dal datore di lavoro. Inoltre, tale periodo è computato ai fini dell’anzianità di servizio, della maturazione delle ferie, della tredicesima e del trattamento di fine rapporto.

 

 

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