Violenza assistita per i minori |Family Smile
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Violenza assistita per i minori spettatori passivi dei maltrattamenti abituali verso un familiare

Violenza assistita per i minori

Violenza assistita per i minori spettatori passivi dei maltrattamenti abituali verso un familiare

Rientra nel reato di maltrattamenti in famiglia ex articolo 572 c.p. anche la cosiddetta “violenza assistita” ossia la posizione dei minori che assistono passivi e indifesi a scene abituali di maltrattamenti tra i genitori o, comunque, tra individui che costituiscono per loro un punto di riferimento. Lo ha affermato la Cassazione con la sentenza 4332/2015.

Apertura della Cassazione verso la tutela della “violenza assistita” dei minori

Questa apertura verso la tutela della violenza assistita dei minori, arriva dalla VI sezione penale della Cassazione con la sentenza 4332/2015 dove i Supremi giudici, si allineano a quell’orientamento giurisprudenziale secondo il quale “integrano il delitto di cui all’articolo 572 codice penale, non solo i fatti commissivi, sistematicamente lesivi della personalità della persona offesa, ma anche quelle condotte omissive connotate da una deliberata indifferenza e trascuratezza verso gli elementari bisogni affettivi ed esistenziali della “persona debole” da tutelare”.
Ecco perché, sempre secondo i Giudici dei legittimità, nel delitto di maltrattamenti in famiglia e verso i fanciulli ex articolo 572 c.p., può essere inserito e tutelato anche l’altro aspetto di violenza verso i minori e cioè quella “assistita” considerata la posizione passiva dei figli minori che diventano “sistematici spettatori obbligati” delle manifestazioni di violenza, anche psicologica, di un coniuge nei confronti dell’altro. Ovviamente le ripercussioni sui minori devono essere il frutto “di una deliberata e consapevole insofferenza e trascuratezza verso gli elementari ed insopprimibili bisogni affettivi ed esistenziali dei figli stessi, nonché realizzati in violazione dell’articolo 147 c.c., in punto di educazione e istruzione al rispetto delle regole minimali del vivere civile, cui non si sottrae la comunità familiare regolata dall’articolo 30 della Carta costituzionale”.
In conclusione, quindi, secondo la Cassazione, affinché sia integrata la fattispecie di violenza assistita dei minori e prevista all’interno dell’articolo 572 c.p. sono necessari due requisiti: la reiterazione e la persistenza nel tempo degli episodi e la sussistenza dell’elemento soggettivo da parte dell’agente come sopra descritto.

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